Notiziario mensile del
Circolo Scacchistico Genovese L. Centurini
Numero 171 Giugno 2011 - Anno XVI
http://www.centurini.it

Sanchez vola al Bertolini; Petrillo torna vincitore al Grand Prix; da Maria; i Rigójancsi di László; i libri di Zivkovic; il russo; scacchi e nucleare; scacchi per ragazzi ad Arenzano; baro nel campionato tedesco; spareggio Ruta-S. Margherita.


SANCHEZ SUPERA TUTTI AL MEMORIAL BERTOLINI

Panoramica del torneo (foto soloscacchi.net)

Domenica 26 giugno è terminata la sedicesima edizione del Memorial Bertolini, organizzato dal circolo di Santa Sabina, cui hanno partecipato 59 giocatori. Oltre al numero, buono anche il livello dei giocatori, con due grandi maestri, un maestro internazionale, un maestro Fide e altri tredici giocatori di categoria magistrale. Ha arbitrato l'AI Francesco D'Alessandro.

Ha messo tutti in riga il GM filippino Joseph Sanchez (Elo 2539) che ha chiuso con cinque su cinque, distanziando di mezza lunghezza il connazionale Salvador e il MI serbo Dragojlovic.

Seguono i primi due italiani: il CM Valerio Raineri, che ha giocato molto bene e solo all'ultimo turno ha perso col vincitore, e il torinese Biancotti, venuto fuori alla distanza.

Al di sotto delle aspettative Gromovs, terminato undicesimo a 3 punti (con il punteggio Buchholz più alto del torneo), ma ha pagato la dura legge dei sorteggi dei tornei a cinque turni, giocando, e perdendo, le ultime due gare con la scatenata coppia filippina.

Sabato sera la classifica era ancora da definire. Domenica mattina i primi decisivi verdetti: Sanchez batteva Gromovs, mentre Salvador e Dragojlovic pattavano. A quel punto Sanchez e Raineri si ritrovavano soli al comando con quattro punti. Domenica pomeriggio si giocava il match decisivo fra i due, che vedeva il successo del grande maestro filippino, peraltro numero uno del tabellone.

In classifica il primo genovese è Roberto Del Noce, ottimo sesto con 3,5 punti.

Folta la pattuglia del Centurini, che registra alcuni brillanti risultati, a cominciare da quello di Sergio Nanni, giunto 10° a 3,5 punti: partito guardingo, rimontava velocemente la classifica, per dare il meglio di sé negli ultimi due turni. Va rilevato positivamente anche il ritorno ai tornei di Giovanni Tanda, terminato 21° a 3 punti. Benissimo anche l'esordio assoluto di Franco Pioli, 22° a 3 punti.

Da rilevare poi a 3 punti anche Rodriguez, Gardini, Cusato e Nicolis.

Premi di fascia per Del Noce, Nanni e Pioli. Primo classificato under 16 Danilo Mirata.


      CLASSIFICA FINALE  -  OPEN INTEGRALE 

            nome                  ctg.  punti  buh.  ps  id nv  cc  elo   perf
------------------------------------------------------------------------------
  1'   1-SANCHEZ Joseph           PHIGM  5.0   13.0                 2539  2846 
  2'   2-SALVADOR Roland          PHIGM  4.5   13.5  2.0    4   11' 2538  2423 
  3'   3-DRAGOJLOVIC Andjelko     SRBIM  4.5   13.5  2.0    4   14' 2367  2391 
  4'   5-RAINERI Valerio          CO CM  4.0   13.5                 2142  2217 
  5'  17-BIANCOTTI Alessandro     TO 1N  4.0   12.0                 1895  2102 
  6'  21-DEL NOCE Roberto         GE 1N  3.5   12.5                 1859  2028 
  7'   9-MORTOLA Alberto          GE CM  3.5   12.0  2.0            1993  1948 
  8'  12-GUZZETTI Luigi Enrico    MI 1N  3.5   12.0  1.5            1909  1994 
  9'  16-PINO Gianfranco          GE CM  3.5   11.5                 1896  1928 
 10'  41-NANNI Sergio             GE 1N  3.5    8.5                 1666  1876 
 11'   4-GROMOVS Sergejs          EE FM  3.0   17.0                 2311  2195 
 12'  15-VIRGILIO Gianluca        GE 1N  3.0   14.5                 1897  1991 
 13'  11-CAPUTI Giuliano          GE CM  3.0   14.0  2.5            1920  1969 
 14'   6-RODRIGUEZ Alan           GE CM  3.0   14.0  1.0            2113  2159 
 15'  38-CARBONE Lorenzo          MI 1N  3.0   12.5  2.0            1714  1989 
 16'  22-SAFFIOTI Massimo         GE 1N  3.0   12.5  0.0            1859  1960 
 17'   8-ALTIERI Danilo           NA CM  3.0   12.0                 2012  1731 
 18'  10-COSTI Giorgio            GE 1N  3.0   11.5  1.5            1966  1866 
 19'  23-GARDINI Enrico           GE 1N  3.0   11.5  0.5            1851  1803 
 20'  26-GANDOLFI Gianfranco      MI CM  3.0   11.0                 1826  1915 
 21'  45-TANDA U. Giovanni        GE 2N  3.0   10.5  1.5            1600  1851 
 22'  51-PIOLI Franco             GE NC  3.0   10.5  1.0    3       1440  1930 
 23'  42-CUSATO Davide            GE 2N  3.0   10.5  1.0    2   34' 1616  1747 
 24'  28-NICOLIS Claudio          GE 1N  3.0   10.5  1.0    2   39' 1826  1798 
 25'  20-TAGLIAFERRI Valerio      LO 1N  3.0   10.5  0.5            1869  1880 
 26'  18-MILLERI Leonardo         GE 1N  3.0    9.0                 1894  1796 
 27'  31-CARIDI Nicolò            GE 1N  2.5   13.0                 1795  1880 
 28'  27-GERBI Marco              GE 1N  2.5   12.0  1.5            1826  1855 
 29'  24-MIRATA Danilo            GE 1N  2.5   12.0  1.0            1831  1784 
 30'  25-RIVARA Massimo           GE CM  2.5   11.0                 1829  1750 
 31'  14-BLENGINO Cristiano       GE 1N  2.5   10.5                 1898  1760 
 32'  35-ROSSI Marco              GE 1N  2.5   10.0                 1783  1800 
 33'  34-BAGGIANI Fabio           GE 1N  2.0   12.5                 1786  1803 
 34'  32-RESTIFO Katiuscia        GE 1N  2.0   12.0                 1794  1785 
 35'  33-ATTEO Domenico           SV 1N  2.0   11.0                 1791  1589 
 36'  19-ROVERSI Stefano          GE CM  2.0   10.5                 1870  1563 
 37'  59-GUARINO Vincenzo         GE NC  2.0    9.5  1.5            1422  1736 
 38'  29-DIENA Giovanni           GE CM  2.0    9.5  0.0            1818  1609 
 39'  37-PEDEMONTE Claudio        GE CM  2.0    8.0  1.0    2       1736  1693 
 40'  39-SORDINI Giuseppe         GE 2N  2.0    8.0  1.0    1       1698  1653 
 41'  55-DRAGONI Alessandro       GE NC  2.0    7.0                 1437  1553 
 42'  43-COCINA Gianni            GE 2N  2.0    6.5                 1601  1604 
 43'  13-MERCANDELLI Claudio      SV CM  1.5   11.0                 1908  1592 
 44'  58-RUO Andrea               IM NC  1.5   10.5  1.5            1425  1738 
 45'  56-LAGOMARSINO Massimo      GE NC  1.5   10.5  0.5            1431  1454 
 46'  44-DRAGONI Claudio          GE 2N  1.5    9.5  1.5            1600  1514 
 47'  30-PUGLIESE Giuseppe        GE 1N  1.5    9.5  1.0            1814  1676 
 48'  46-LEOPARDI Stefano         MI 2N  1.5    9.5  0.5    1    9' 1595  1661 
 49'  40-BUSELLI Claudio          GE 2N  1.5    9.5  0.5    1   58' 1676  1582 
 50'  47-LAZZONI Davide           GE 3N  1.5    9.0                 1565  1529 
 51'  57-PICASSO Marco Francesco  GE NC  1.5    8.5                 1425  1445 
 52'  36-PESCE Leandro            SV 2N  1.0   11.0                 1761  1538 
 53'  48-CHRISTEN Peter Walter    IM 2N  1.0   10.0                 1564  1595 
 54'  54-TUSHA Ruzhdi             GE NC  1.0    9.5                 1440  1483 
 55'  49-D'AMBROSIO Francesco     GE 3N  1.0    7.5                 1485  1385 
 56'   7-ASTENGO Marcello         GE CM  1.0    5.0                 2100  1781 
 57'  50-BRUGNOLO Paolo           GE 2N  0.5   10.5                 1481  1299 
 58'  53-TRIPODI Alfredo          BG NC  0.5    7.5                 1440  1257 
 59'  52-RUGGERO  Andrea          GE NC  0.0    9.5                 1440   848




PETRILLO: BUON SANGUE NON MENTE


Petrillo

Cirabisi

Guglielmone

Il Grand Prix giocato il 2 luglio ha visto il successo di Agostino Petrillo con 6 punti su 7. Agostino, docente di sociologia al Politecnico di Milano, nelle rare apparizioni che fa nei tornei genovesi, riesce sempre a non deludere, spesso a vincere. L'ultima volta, il 20 febbraio dell'anno scorso vinse il torneo della solidarietà, disputato presso il circolo dell'Autorità portuale di Genova, a San Benigno.
Nella gara di sabato ha vinto cinque partite e ne ha pattato due, con Federico Cirabisi e con Danilo Altieri. Proprio quest'ultimo, dopo un ottimo torneo, sembrava essere, prima dell'ultimo turno, il candidato alla vittoria finale. Ma incappava in un incidente di percorso proprio nell'ultima partita, quando, in posizione peraltro vincente, toccava inopportunamente il pezzo sbagliato, prima di accorgersi dell'errore. Era troppo tardi. Dura lex sed lex. E così si doveva accontentare del secondo posto. Shaban terzo, Carosso quarto.
Un'altra nota positiva della giornata la presenza del maestro Fide Federico Cirabisi, giocatore sempre estroso che, sia pure meno presente sulla scena agonistica, può ancora dire (e insegnare) molto a tutti.
Oltre ai primi quattro, sono stati premiati i vincitori di fascia, Enrico Gardini e Davide Cusato.

GIUGNO

Classifica dopo Turno 7 - 02/07/2011

Pos Nome                Cat.   Punti  Bhlz   SBrg
  1 Petrillo Agostino    CM     6,0   27,5  23,00
  2 Altieri Danilo       CM     5,0   29,0  19,75
  3 Shaban Abdelgawad    CM     5,0   29,0  18,00
  4 Carosso Andrea       CM     4,5   29,0  15,50
  5 Cirabisi Federico    MF     4,0   28,0  14,25
  6 Gardini Enrico       1N     4,0   25,5  10,50
  7 Rivara Massimo       CM     4,0   21,0   9,50
  8 Cusato Davide        2N     3,5   22,0   8,00
  9 Berni Mauro          CM     3,0   26,0   7,50
 10 Guglielmone Luciano  1N     3,0   20,0   5,50
 11 Faggiani Marco       1N     2,5   23,5   4,75
 12 Badino Luciano       NC     2,0   22,5   2,50
 13 Sabba Giorgio        1N     1,5   19,5   4,75
 14 Conti Marco          2N     1,0   20,5   1,50

Tabellone

Pos Nome                    1     2     3     4     5     6     7
  1 Petrillo Agostino     12B1   9B1   5N½   2N½   3B1   4N1   6B1
  2 Altieri Danilo        10N1  11B1   3N1   1B½   4N½   5B1   7N0
  3 Shaban Abdelgawad      6B1   4N1   2B0   9N1   1N0  11B1   5N1
  4 Carosso Andrea         8B1   3B0   7N1  10N1   2B½   1B0  11N1
  5 Cirabisi Federico     13B½   6N1   1B½   8N1   9B1   2N0   3B0
  6 Gardini Enrico         3N0   5B0  14N1   7B1   8B1  12N1   1N0
  7 Rivara Massimo         9N0  12B1   4B0   6N0  14N1  13B1   2B1
  8 Cusato Davide          4N0  14B1  11N1   5B0   6N0   9B1  10N½
  9 Berni Mauro            7B1   1N0  13B1   3B0   5N0   8N0  12B1
 10 Guglielmone Luciano    2B0  13N½  12N1   4B0  11N0  14B1   8B½
 11 Faggiani Marco        14B1   2N0   8B0  13N½  10B1   3N0   4B0
 12 Badino Luciano         1N0   7N0  10B0  14B1  13N1   6B0   9N0
 13 Sabba Giorgio          5N½  10B½   9N0  11B½  12B0   7N0  14N0
 14 Conti Marco           11N0   8N0   6B0  12N0   7B0  10N0  13B1




I Rigójancsi di László

Di: Roberto Del Noce

Nel prender il solito autobus la sera per tornare a casa son solito scendere dal mezzo una fermata prima della mia, a Piazza Terralba, di fronte alla Villa Imperiale e far due passi lungo i viali alberati che la circondano allo scopo di respirare una boccata d'ossigeno e rinfrescarmi così la mente... Davanti al vecchio cancello della Villa non è raro incontrare un trasandato suonatore di violino la cui origine zigana traspare già dalla prima superficiale occhiata. Se ci si sofferma infatti anche solo un attimo ad ascoltare le prime note del suo strumento l'inconfondibile vibrato al limite dell'esagerazione ci convince immediatamente della prima impressione.
Dimostra più anni di quelli che probabilmente ha. Si chiama Ferenc... spesso rientro tardi e quando il già sparuto pubblico si è ormai diradato lo trovo intento a riporre l'archetto senza ormai quasi più crini nella custodia, ci si scambia un saluto, poi mi chiede una sigaretta e se la giornata è andata bene non è raro trovarlo in vena di far quattro chiacchiere...

Mi ha raccontato che nel suo paese d'origine la domenica mattina era solito suonare in una celebre pasticceria nei pressi del Széchenyi Lánchíd, il Ponte delle Catene, a Pest sulla sponda orientale del grande fiume. Si giocava anche a scacchi in quella pasticceria. E sul finire della mattinata, prima di pranzo ogni tanto veniva un singolare giocatore di nome László, con le sue tre fanciulle. Costoro seppur giovanissime già sconfiggevano regolarmente tutti gli altri avventori del locale. L'episodio che Ferenc ama ricordare più spesso, sorridendo con eleganza sotto i suoi baffi brizzolati, si riferisce ad un giorno in cui László ebbe ad arrabbiarsi moltissimo con le sue bambine. Accadde che per festeggiare la domenica aveva acquistato un modesto vassoio di Rigójancsi, i gustosissimi dolci di cioccolato tipici ungheresi che, ironia della sorte debbono il nome ad un celebre violista zigano, Rigó Jancsi appunto... evidentemente un curioso caso di nemesi musicale. Arrivato a questo punto della sua buffa storia Ferenc non riesce a trattenersi da una fragorosa risata... László si avvia alla cassa a pagare, lasciando alle bambine il compito di ricevere il vassoio dei dolcetti dalla commessa, nemmeno il tempo di assolvere l'incombenza e nel momento in cui László ritorna dalle fanciulle per prender il pacchetto e avviarsi verso casa s'accorge con stupore che il vassoietto è lì sorprendentemente vuoto, il fiocco slegato e giusto qualche briciolina di zucchero ai bordi... László si adira all'inverosimile con le ragazzine ma tutto quello che riesce a cavar loro di bocca, a fronte di minacciose sgridate, son solo tre lapidarie dichiarazioni...

Zsófia: “Io non sono stata!”
Judit: “Io neanche sono stata!”
Zsuzsa: “Zsófia si è mangiata tutti i nostri Rigójancsi!”

L'episodio, assicura Ferenc, è passato alla storia scacchistica di Pest con l'appellativo de “il sacco di Szamos”, dal nome della pasticceria...
Ogni volta che scendo dal mio autobus a Piazza Terralba e incontro Ferenc che ripone l'archetto nella custodia del suo vecchio violino la prima cosa che mi domanda, con un sorriso ironico, è sempre la stessa: “Allora, solo una delle tre ha detto la verità, lo sai, no? ...bene, chi ha mangiato quindi quei Rigójancsi?” e fischiettando ancora la sua alouette s'arrotola con eleganza un'altra sigaretta...

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“DA MARIA”

La squadra di promozione del circolo, Centurini D, quest'anno aveva un piccolo sponsor che ci piace ricordare: la trattoria “da Maria” di vico Testadoro (traversa di via XXV Aprile).
A Genova tutti conoscono “da Maria”, intere generazioni sono passate da questo locale, che esiste da1 4 maggio 1946 e prende il nome dalla signora Maria Marrè, deceduta alcuni anni fa, una donna sempre sorridente e gentile con tutti. Ora la conduzione è affidata a una nuora.
Il posto è diventato famoso quando, alcuni anni fa, è balzato agli onori della cronaca citato con grandi affreschi addirittura da “Le Monde” e dal “New York Times”.
Entrando dentro sembra che da anni sia cambiato praticamente niente.
Semplicità e sincerità, senza tante belinate, sono le carte vincenti del locale. Qui è normale sedersi e dividere il tavolo con altra gente, operai, studenti squattrinati, disoccupati ma anche premi Nobel (Dario Fo), sindaci (Pericu), uomini di spettacolo (Giorgio Albertazzi, Michele Placido) e tanti tanti altri.
L'altra carta vincente è il menu, rigorosamente a base di cucina genovese.
Il locale è situato su due piani collegati da una scala di legno, dove si trovano due sale coi tavoli in comune. Fra gli avventori, molto spesso, s'instaura subito un rapporto cordiale. Difficilmente si riesce a spendere più di 15 euro.
Si narra che qui, probabilmente, fra uno stoccafisso accomodato, una buridda e una cima genovese, Sergio Nanni abbia spronato all'inverosimile la sua squadra di esordienti, mentre il maestro Manfredi ha cercato saggiamente di trasfondere le sue conoscenze. Anzi, le tovaglie a quadretti rossi e bianchi pare che siano state utilizzate alla bisogna, tra un corroborante bicchiere di vino e l'altro, per suggerire mosse e strategie.





I libri di Zivkovic

di Roberto Del Noce

“Se compri tu me libro questa partita sembrami patta...”

Rammento benissimo Velibor... leggo il bel ricordo dell'amico Bilguer74 e non posso non emozionarmi per il suo toccante ritratto e per averlo riportato alla memoria di tutti... aveva l'aspetto di un piccolo Yusupov dei poveri... i capelli tutti grigi, barbona lunga “da Babbo Natale” e lo sguardo innocente e un po' smarrito...

Lo incontrai per la prima volta al Festival di Celle Ligure, non riesco a ricordare se l'edizione del '90 vinta a sorpresa da Valenti su Contin oppure quella dell'anno successivo vinta da Zlochevskij (mentre sempre a Celle Ligure nel 1984 risale il mio primo incontro con un giovanissimo Godena...) e rammento la sua insistenza nel voler vendermi un volume in tedesco di Averbakh sui finali di Alfiere... All'epoca ero studente e sinceramente non me la sentivo di investire “l'ingente” somma per quei tempi di 9000 lire per un libro in tedesco e per giunta dalla copertina piuttosto usurata e vissuta, scritto appunto in una lingua di cui purtroppo sono ignorante totale, come in mille altri campi, ovviamente...

Col senno di poi mi sono pentito e non poco di non aver “contribuito alla causa” e poco importa sapere che magari sarebbero serviti per un “cicchetto”... Da quella volta in poi ho infatti sempre fatto il mio puntuale (e purtroppo per me inutile) “piccolo acquisto” ai banchetti degli slavi... inutile perché sapevo che si trattava di libri che non avrei mai letto e forse neppure sfogliato ma mi faceva piacere sentirmi, almeno in piccola parte, un po' meglio con la coscienza per aver contribuito, anche se con poco, magari a far campare qualcuno che con gli scacchi cercava di tirar la carretta...

Ecco quindi andar ad accumularsi sui miei polverosi scaffali bollettini di sperduti tornei disputati in recondite parti del globo e ciclostilati in idiomi indecifrabili oppure, qualche volume di quella bella serie in croato (“Veliki majstori saha”) curata da Drazen Marovic e dedicata ai grandi giocatori del passato...

Rammento in particolare che un volta ne mostrai orgoglioso il volume dedicato a Paul Keres ad Enrico Paoli, in visita a Genova in occasione di un torneo... e porto ancora stampata davanti agli occhi l'espressione singolare del grande “decano” degli scacchi italiani. Il suo commento, mentre sfogliava interessato l'indice, fu: “vediamo se c'è la mia partita con lui giocata a Dortmund nel 1973, non credo... ero così emozionato per trovarmi di fronte sulla scacchiera quel monumento vivente degli scacchi le cui conoscenze enciclopediche in fatto di aperture erano leggendarie che affrontai la fase iniziale ben al di sotto delle mie possibilità ed i miei pedoni se ne andarono uno dopo l'altro come noccioline...” Detto incidentalmente, in quello stesso torneo Enrico Paoli fermò sulla patta il vincitore del torneo, un certo Boris Spassky...

http://www.soloscacchi.net/





Il Russo
Da www.soloscacchi.net
di Roberto Del Noce

“Il limite è una linea timida...”
(Renato Caccioppoli)

La mia passione per la lingua russa risale a innumerevoli anni addietro e, con la fortuna dei principianti, non posso non riconoscere di aver iniziato nel modo migliore e più facile, ovvero con un libro che considero più che un semplice maestro o compagno di letture, più che un capolavoro... addirittura un autentico amico di vita e, senza falsa modestia, considero l'iperbole approssimata per difetto e non per eccesso. Ho, negli anni della mia formazione e dei mia studi, maturato un'esperienza linguistica ed una conoscenza di altre lingue indubbiamente superiore a quella del russo, trattandosi di lingue strutturalmente più semplici e lineari per noi italiani, ancorché anch'esse di indubbio fascino e ricchezza... il francese, l'inglese, lo spagnolo... ma il mio amore per il russo, come il primo amore non si scorda mai. Ed il colpo di fulmine è nato da uno stupendo volume di Nina Potapova la cui prima edizione risale addirittura al 1937... a mia conoscenza ne son state stampate nel corso dei vari decenni ben sette differenti edizioni di cui la mia modesta benché adorata biblioteca si onora di possederne tre... quella in lingua francese “Le russe”, in due copie di cui una, l'edizione del 1961, per le consultazioni cosiddette “rapide”, che posso dimenticare in giro per la casa senza tema di smarrimento, l'altra, quella del 1951 adoperata invece a mo' di riferimento, che considero inamovibile, ben collocata in posizione di spicco tra i libri eternamente sul comodino, ed infine l'edizione italiana, a cura del Professor Ignazio Ambrogio, del 1975, che tuttavia ritengo, editorialmente parlando, assai inferiore a quella francese, per esser stata sfrondata delle affascinanti fotografie originali con cui iniziano le varie lezioni (70 in totale), per aver una qualità cartacea non all'altezza e diversi altri dettagli a cui, purtroppo, il mio palato, ormai viziato, si è andato abituando nel corso di tanti anni di amore e passione per lo studio di questa lingua tanto affascinante e meravigliosa... Ecco, per dirla in breve, il manuale della Potapova è per me “LA” grammatica per antonomasia, a prescindere dalla lingua che intende proporre, il testo di riferimento per eccellenza, corso e grammatica insieme, l'unico dei tanti libri di insegnamento della lingua russa che, senza indugio, mi sento di consigliare a chi desideri iniziare uno stupendo viaggio nel meraviglioso universo, non solo linguistico, ma anche culturale e storico della civiltà slava...

“Ecco,” obietterà bene il lettore non ancora annoiato dal mio presunto sfoggio di erudito e che, con somma e lodevole pazienza mi è riuscito a seguire fino a questo punto senza (troppe) imprecazioni: “Ecco, e cosa c'entra tutto questo con gli scacchi?!?”

Già... verissimo, ma se mi è consentito individuare un'analogia tra i sommi, una piccola, modesta velleità di parallelismo plutarchiano, direi solamente che, sul mio comodino, accanto al capolavoro della Potapova ho consacrato un posto di rilievo alla stupenda antologia di partite di Viktor Korchnoj... Sì, proprio lui! Personaggio “difficile” e “incatalogabile”, che ho dapprima idealizzato e poi, dopo averlo conosciuto personalmente, ricollocato in diversa posizione, “più terrena” oserei dire, nel mio “personale cartellino” dei most-beloved-chessplayers di ogni tempo... Tutto forse si può dire di Korchnoj e di ogni cosa lo si può accusare e apprezzare allo stesso tempo, a seconda degli innumerevoli punti di vista da cui ci si avvicini alla sua figura, ma indubbiamente, non lo si può tacciare di non aver preso, nel corso della sua lunghissima carriera agonistica, posizioni che non lo abbiano reso popolare al grande pubblico, quello degli innumerevoli appassionati e quello, probabilmente più “scafato” dei colleghi, dei critici, degli storici e degli studiosi... Ci ha sempre messo la faccia, per dirla in linguaggio colloquiale, anche a rischio di rimetterci; “personaggio tutto d'un pezzo” come forse nessun'altra figura nella poliedrica e variegata storia degli scacchi è mai stata. Ma torniamo ai libri... Su Korchnoj e sulle sue partite ne son stati scritti a dozzine, quelli tuttavia che mi sento di consigliare son solo due, anzi uno solamente, giacché in fondo si tratta dello stesso, o numericamente parlando, i libri sono più esattamente quattro... Facezie numeriche a parte provo a spiegarmi meglio: il libro è la “monumentale” antologia delle sue migliori partite mai disputate, un sorta di libro aperto, che temporalmente parte dai primordi della ormai quasi secolare attività di questo grande figlio di Leningrado e che, forse, per fortuna oserei dire, non ha ancora trovato una terminazione cronologica dato che “il terribile Viktor” per nostra buona sorte è ancora ben in carriera nonostante qualche comprensibile acciacco dovuto all'età. Classe di ferro, classe 1931!

“Ottantavoglia di giocare” avrebbe sicuramente cantato Roberto Murolo in una parafrasi musical-scacchistica ed il regalo di compleanno per queste prime 80 primavere probabilmente più prezioso, almeno dal punto di vista editoriale, gliel'ha dedicato la casa editrice svizzera Olms, con una sontuosa “definitiva” edizione delle sue 110 partite più “speciali”. Più speciali e non soltanto più belle, visto che come lo stesso autore spiega nell'introduzione dell'opera, i criteri di scelta sono stati gioco forza molteplici. Il primo, necessariamente di carattere cronologico: in più di dodici lustri di carriera ai massimi livelli non sarebbe stato ammissibile trascurarne un qualche periodo a beneficio di un altro magari di maggior fulgore in quanto a risultati. Il secondo, per certi versi simile e affine al primo, concerne il ventaglio di giocatori incontrati: privilegiare il maggior numero possibile anziché piuttosto analizzare in troppo dettaglio per esempio tutte le innumerevoli sfide contro Karpov...

Il terzo criterio? È esso collegato all'esperienza senza uguale di Korchnoj in campo scacchistico, non si può a tal riguardo dire che non ci sia cosa o novità che il grande Viktor non abbia sperimentato con innegabile successo sulla scacchiera; repertorio d'aperture vastissimo il suo, cultura scacchistica probabilmente senza pari con lavori di approfondimento e analisi dedicati a tutte le fasi del gioco, dall'apertura appunto ai finali, ovviamente con tutto quello che c'è in mezzo.

Quarto criterio di scelta, “solo il quarto!” in ordine di importanza: la qualità delle partite, qualità indubbiamente irraggiungibile dal 99% della popolazione scacchistica mondiale e sul cui esame lo stesso Korchnoj è tuttavia spesso il primo a “mettersi sempre in esame a ogni costo” con la consueta obiettività e ricerca, addirittura maniacale, a volte finanche ossessiva, del perfezionismo e della verità sulla scacchiera, ovviamente senza preconcetti indotti dal nome dei giocatori. In ultimo, ma come direbbero gli anglosassoni, non meno importante, not least, il criterio personale, di gusto dell'autore in riferimento a specifici episodi della propria vita. “Gli scacchi sono la mia vita” premette con orgoglio Korchnoj e tale affermazione appare evidente da ogni sillaba dei suoi racconti così come da ogni mossa delle sue partite. Aspetto, questo biografico, che è particolarmente evidenziato nell'edizione italiana dell'opera, quella in tre volumi a cura di Caissa Italia, ed interamente dedicata alla vita di Korchnoj in una sorta di autobiografia del campione, ricchissima di ricordi, commenti, episodi ed aneddoti di cui è costellata la sua impareggiabile carriera. Spesso contraddittoria, spesso punteggiata di avvenimenti ed episodi discutibili e controversi ma che mai hanno svilito la coerenza scacchistica ed il carattere fiero e volitivo di questa grande incontestabile figura degli scacchi...

Piccola postilla storico-emotivo-bibliografica: la copia del manuale di Russo di Nina Potapova del 1951 ha per me un significato affettivo particolare... Fu regalata a mio padre, giovane studente di ingegneria a Napoli all'inizio degli anni cinquanta dal grande Renato Caccioppoli, uno dei più illustri matematici italiani del Novecento. Il libro apparteneva alla biblioteca di Sofia Bakunin, madre di Caccioppoli e figlia del celebre anarchico...

Ogni tanto il mio babbo mi raccontava qualcosa circa le famose lezioni di Caccioppoli e le sue presunte stravaganze... A proposito del concetto matematico di limite la leggenda vuole che una volta ebbe a definirlo come “una linea timida che sfiora un'altra linea senza mai conquistarla: e cosa c'è di più dolce di un desiderio sfiorato e mai conquistato?”

Ecco, per me in fondo il russo, come gli scacchi, son proprio quello... qualcosa che “al limite” posso anche raggiungere ma intanto mi godo la semplice attesa...





ANCORA “DOPING INFORMATICO”:
SCOPERTO BARO NEL CAMPIONATO TEDESCO

Un altro caso di “cheating” nel mondo degli scacchi. Durante l'ultimo campionato tedesco individuale, concluso il 3 giugno a Bonn, il maestro Fide Christoph Natsidis, Elo 2363, è stato espulso per aver usato un software scacchistico durante la partita contro il GM Siebrecht.

Il giocatore, assentandosi più volte dalla scacchiera, ha destato i sospetti dell'avversario, che ha informato l'arbitro. Insieme hanno trovato Natsidis nel bagno. La partita è continuata poi finendo patta, ma al termine l'arbitro ha chiesto a Natsidis se avesse utilizzato “aiuti esterni”. A questo punto, il giocatore crollava e mostrava uno smartphone nella sua tasca, ammettendo l'esistenza al suo interno di un software scacchistico. Lo ha mostrato all'arbitro: era impostato su una partita appena conclusa. Anche se avesse perso l'ultima partita, avrebbe realizzato una norma da maestro internazionale. Si prevede e si auspica una pesante squalifica da parte della federazione tedesca.

Il fatto avviene all'indomani della vicenda che ha visto coinvolti tre giocatori della squadra francese alle ultime Olimpiadi 2010, un altro grave caso di doping informatico, denunciato dalla stessa federazione francese, che aveva scosso il mondo degli scacchi.

Il campionato tedesco è stato vinto da Khenkin, che si è imposto con 6,5 su 9, prevalendo allo spareggio tecnico sul GM Gustafsson.

Sul sito Chessvibes, la ricostruzione di quanto è avvenuto a Bonn.





SCACCHI PER RAGAZZI AD ARENZANO

Sabato 28 maggio, all'aperto nel centro del paese, in via Bocca, organizzato dal circolo Arenzano Scacchi, si è svolto un torneo semilampo tra tutti i ragazzi delle scuole di Arenzano e Cogoleto che hanno partecipato al Progetto Scacchi Scuola Liguria.
In un bel pomeriggio di sole, di fronte a una folla di spettatori assiepata dietro le transenne, Tommaso Villani, quarta elementare, vince per una incollatura su Piero Costantino, Alexander Zygulski e Giuliano Erli, tutti a 5 punti su 6. Arianna Borsano, terza elementare, non solo è prima tra le ragazzine, ma mette in riga tutti i 27 partecipanti di terza elementare.

Filippo Lonigro





RUTA PROMOSSA IN SERIE B

Si è disputato l'incontro di spareggio tra Santa Margherita e Ruta, vincitrici dei due gironi liguri della serie C, per la promozione alla serie B nel prossimo campionato italiano a squadre. Incontro molto incerto per almeno tre ore di gioco. Poi Ruta ha vinto per 2,5 a 1,5 e il prossimo anno conterà su due formazioni nella serie superiore.





SCACCHI E REFERENDUM
Scacco Matto al Nuclea-Re?

Domenica 12 e lunedì 13 giugno milioni di italiani saranno chiamati a pronunciarsi su quattro referendum popolari riguardanti il nucleare, l'acqua pubblica e il legittimo impedimento. Senza passare per il filtro dei partiti, ma in maniera diretta, si decide su aspetti fondamentali delle scelte dei prossimi anni, come l'approvvigionamento energetico, l'ecologia, la giustizia.

Naturalmente, gli scacchi non c'entrano nulla con tutto questo e noi non avremmo toccato questo argomento, se non per l'esistenza di una campagna pubblicitaria, promossa da un fantomatico “forum per l'energia nucleare”, che qualche mese fa è entrata nelle nostre case ed è apparsa sugli schermi televisivi. Al centro dello spot una partita a scacchi.

http://www.youtube.com/watch?v=R29l7GkBl64

Non è la prima volta che gli scacchi vengono utilizzati nella pubblicità (e questo tutto sommato è un bene) anche se in questa occasione l'impiego è apparso del tutto strumentale.
Com'è noto, dietro il forum ci sono i colossi dell'energia, che a suo tempo decisero di investire sei milioni di euro per una suadente campagna che, ammantata di obiettività, in realtà era volta a presentare il nucleare come un'alternativa energetica pulita e conveniente. I critici dello spot sostengono che dietro il presunto equilibrio di una partita a scacchi e grazie a sottili tecniche comunicative come l'attribuzione del colore nero agli oppositori del ritorno all'atomo o il lasciare sempre l'ultima parola ai messaggi favorevoli al nucleare, si mirava a distorcere il dibattito, a vantaggio di chi difende il ritorno a questo tipo di energia.

In effetti, a prescindere dai dialoghi, chiaramente orientati in una sola direzione, basta osservare con attenzione lo spot per rendersi conto dell'operazione propagandistica:
Il "contro" usa le pedine nere mentre il "pro" usa le pedine bianche;
La voce del sé "contro" l'energia nucleare è cupa mentre quella "pro" è suadente;
Il "contro" trascina le pedine e fa mosse "banali" (sembra anche incerto nei movimenti) mentre il "pro" è deciso, fa mosse da "chi sa giocare a scacchi" e poggia con fermezza i pezzi sulla scacchiera;
Il "contro" usa sempre e solo l'alfiere nero, mentre il "pro" usa il cavallo (tranne una volta l'alfiere bianco) il pezzo più riconoscibile (che ispira libertà, nobiltà, forza, natura, ecc.);
Nel fermo immagine il se stesso a sinistra (quello "pro" bianco) e quello a destra (quello "contro" nero) anche se sono "la stessa persona" sono leggermente diversi, difatti quello a sinistra ("pro") è più "bello" che quello a "destra" (con naso a gobba e leggermente più basso del "buono", è un classico).

Insomma, era semplicemente una partita sleale, e per questo è stata sanzionata dal Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che ha giudicato ingannevole il messaggio informativo di questa campagna, bloccando di fatto la messa in onda della pubblicità.

Dopo il disastro di Fukushima e il dibattito che ne è seguito, e che ha già portato la Germania a dire addio al nucleare per cercare un'altra strada, la mossa degli autori dello spot è ora appare quasi come un automatto.