Notiziario mensile del
Circolo Scacchistico Genovese L. Centurini
Numero 101 Febbraio 2005 - Anno X
http://www.centurini.it


IL COMITATO REGIONALE SI RINNOVA

Il savonese Fabrizio Ivaldo è il nuovo presidente del Comitato Regionale Liguria Scacchi. Lo ha eletto sabato 29 gennaio l'assemblea elettiva del comitato, convocata presso la sede di Genova Scacchi. Erano presenti otto delle dieci società scacchistiche liguri, rappresentate da Canu (Merlino), Grassi (Sammargheritese), Isaia (Loanese), Mastrolonardo (Genova Scacchi), Mentil (Santa Sabina), Piccardo (Savonese), Rivara (Centurini), Schiappacasse (Rutese).
Ivaldo ha ottenuto l'unanimità dei consensi.
L'assemblea successivamente ha proceduto all'elezione del Comitato Regionale. Sono risultati eletti, insieme ad Ivaldo, Massimo Rivara, Pietro Grassi, Stefano Iacono e Christian Abbondanza.
Ivaldo è dunque il nuovo presidente dell'organismo regionale. In una lettera, a suo tempo inviata alle società per presentare la sua candidatura, aveva posto fra gli obiettivi del suo eventuale mandato un dialogo e un coordinamento più continuo tra struttura regionale e società, il rafforzamento dei contatti con il CONI, una maggiore presenza ligure all'interno della FSI, un incremento delle iniziative nel settore giovanile e scolastico.
Su questa base e in considerazione anche di una valutazione positiva della persona, Rivara ha espresso nei confronti di Ivaldo il voto favorevole del Centurini.
Parimenti, il rinnovamento del comitato è dato anche dalla presenza al suo interno dei nuovi eletti: Pietro Grassi (presidente della Sammargheritese) e Massimo Rivara stesso, responsabile del settore giovanile del Centurini.

Sono soddisfatto di poter far parte del nuovo Comitato Regionale. - commenta a caldo Massimo - Al di là di tante questioni e polemiche, a volte paradossali, che sono sorte negli ultimi anni da più parti, la mia speranza è che il gioco degli scacchi in Liguria possa diffondersi e progredire, soprattutto per quanto riguarda la dimensione agonistica a tutti i livelli. Credo che la composizione del Comitato sia adesso più calibrata rispetto a prima. Un miglioramento della comunicazione unito all'impegno comune di tutti potrà forse produrre alcune sinergie atte a conseguire nuovi obiettivi. Nel momento in cui prevalgono forti divisioni in Federazione è auspicabile che un lavoro di base effettuato dai tanti comitati regionali possa costituire una spinta propulsiva capace di superare tale situazione di crisi. Ringrazio - conclude Rivara - tutti coloro che mi hanno dato fiducia per affrontare questo incarico.

In coda alla riunione, Francesco D'Alessandro, che è stato confermato segretario del comitato, ha informato che solo i circoli Centurini e Santa Sabina, come avvenne nel 2004, hanno iscritto le loro squadre giovanili al campionato italiano under 16. Pertanto verrà richiesto l'accorpamento con un girone piemontese.
A Fabrizio Ivaldo e a tutto il Comitato l'augurio di buon lavoro della nostra redazione e di tutti gli scacchisti liguri.




GRAND PRIX: FLAVIO GUIDO DOMINA
INCONTRASTATO UN'EDIZIONE RECORD

C'erano probabilmente i più forti giocatori liguri al Grand Prix semilampo 2005 che ha avuto inizio sabato 29 gennaio al Centurini. Basti pensare a Flavio Guido, Raffaele Di Paolo, Alberto Profumo. E lo spettacolo era assicurato.
Flavio Guido, dominatore incontrastato di questa competizione negli anni passati, ha preso in solitudine il comando della classifica già al quarto turno, per poi concludere vincitore con 6,5 punti su 7, pattando l'ultima con Di Paolo, che giungeva secondo in classifica finale. Terzo Mollero, anche lui a 6 punti come Raffaele.
Come sempre battagliera la partecipazione piemontese: nelle posizioni di testa si piazzano Carosso, Sibille e Badano.
Buona anche la partecipazione under 16, con bella evidenza per Chiara Tampoia (20° posto con 3,5 punti), Marta e Federico Rivara, Daniele Cantoro.
Folta la partecipazione, 38 giocatori: un buon avvio per il Grand Prix del 2005, che festeggia dunque quest'anno la sua decima edizione. Si replica sabato 26 febbraio.

Pos. Giocatore Cat. Punt.
1

GUIDO Flavio

MF 6,5
2

DI PAOLO Raffaele

MF 6
3

MOLLERO Michele

CM 6
4

SHABAN Abdelgawad

CM 5
5

FOSSATI Remigio

CM 5
6

CAROSSO Andrea

CM 5
7

MANFREDI Vincenzo

CM 4,5
8

POLI Giuseppe

1N 4,5
9

SIBILLE Ettore

CM 4,5
10

BADANO Giancarlo

2N 4,5
11

PROFUMO Alberto

M 4
12

MASSA Giovanni

CM 4
13

BRUN Dario

1N 4
14

RODRIGUEZ Alan

CM 4
15

SILVESTRI Giuseppe

3N 4
16

BERNI Mauro

CM 4
17

COGLIANDRO Santo

CM 4
18

FALCONE Giancarlo

1N 3,5
19

ATTEO Domenico

1N 3,5
20

TAMPOIA Chiara

NC 3,5
21

BALLARDINI Albert

3N 3
22

DEL NEVO Claudio

CM 3
23

MAIORI Nicola

1N 3
24

BAVOSI Mariano

2N 3
25

PICASSO Filippo

NC 3
26

FAZZUOLI Moreno

1N 3
27

DE LERMA Andrea

2N 3
28

PAGLIERI Paolo

3N 3
29

CORSO Angelo

2N 3
30

SORDINI Giuseppe

2N 2,5
31

GUIDO Giuseppe

1N 2,5
32

SABBA Giorgio

3N 2,5
33

DEL NERO Ezio

2N 2
34

CONTI Marco

1S 2
35

RIVARA Marta

NC 1,5
36

ROMANI Ivano

2N 1,5
37

RIVARA Federico

NC 1,5
38

CANTORO Daniele

NC 0




TOP 2O LIGURIA (IN ATTIVITÀ) GENN 05
Pos. Giocatore Prov. Tit. FIDE
GUIDO Flavio GE MF 2342
DI PAOLO Raffaele GE MF 2326
PROFUMO Alberto GE M 2233
STOPPA Omar IM M 2214
PICCARDO Marco GE MF 2209
CANGIOTTI Claudio GE CM 2205
SBARRA Marco SV MF 2204
PERNIGOTTI Claudio GE M 2197
MANFREDI Vincenzo GE CM 2185
10° MOLINARI Mario SV CM 2175
11° MOLLERO Michele GE CM 2164
12° TEDESCHI Paolo SV CM 2155
13° SHABAN Abdelgawad GE CM 2134
14° FOSSATI Remigio GE CM 2132
15° GENTILE Claudio SV CM 2132
16° NICORA Paolo GE CM 2117
17° CIRABISI Federico GE CM 2107
18° RODRIGUEZ Alan GE CM 2107
19° MERCANDELLI Claudio SV CM 2105
20° MASSA Giovanni GE CM 2103




IL RITORNO DI FABIO BRUNO,
NUOVO CAMPIONE ITALIANO

Si è conclusa domenica 6 febbraio a Montecatini la finalissima del campionato italiano assoluto. Successo per il maestro Fide Fabio Bruno, 44 anni, di Civitanova Marche, che ha realizzato anche la terza norma di maestro internazionale. La lotta è stata equilibrata fino all'ultimo. Bruno ha vinto con 6,5 punti su 9, mettendosi alle spalle i tre maestri internazionali Contin, Rossi e Vezzosi.
Chi è Fabio Bruno?
Già nel 1981 aveva due norme di maestro internazionale, che speriamo gli vengano confermate. I liguri lo ricorderanno in particolare per avere vinto il torneo di Imperia nel 1980 ed essere giunto primo ex- aequo con Vujovic nell'anno successivo. Poi smise di giocare per vent'anni e iniziò a lavorare nel campo della ristorazione.
Pochi anni fa è tornato a studiare scacchi, si è rimesso a giocare e i risultati sembrano dargli ragione. In breve tempo è passato maestro Fide.

Parallelamente al campionato italiano si è svolto un torneo chiuso Fide. All'ultimo turno la patta tra Miladinovic e Djuric, che da anni risiede a Montecatini, ha dato al GM greco il primo posto nel torneo con 9 punti. Ottimo il terzo posto con 6,5 di Luca Shytaj, uno studente universitario albanese di 19 anni, che risiede a Bari. Dopo Bratto 2004 e Verona 2005, Luca ha conseguito con questo torneo la terza norma di MI. C'era molta attesa anche per la prova di Sergio Mariotti, il quale ha concluso con 5 punti e soprattutto con tanti progetti: ha manifestato l'intenzione di proseguire l'attività agonistica e quella di candidarsi, in quota società, per il Consiglio Federale alle prossime elezioni FSI.




GROMOVS SI AGGIUDICA IL 12° WEEK END NERVI

Il maestro Fide lettone Gromovs ha vinto il 12° open week-end Nervi, terminato domenica 13 febbraio. Ha legittimato pienamente la sua vittoria nella seconda parte del torneo, vincendo le ultime due partite con il secondo e con il terzo giocatore in classifica, rispettivamente Vincenzo Manfredi, il giovane del Centurini che l'aveva già battuto in precedenza in due occasioni, e il maestro Federico Cirabisi. Entrambi hanno concluso alle spalle del vincitore a 4,5 punti, insieme al candidato maestro spezzino Tamburini e alle prime nazionali Dario Brun e Gabriele Pesce, le quali hanno condotto un ottimo torneo. Seguono a quattro punti M. Astengo, Squarci, Ricci e Atteo.

Il prossimo appuntamento agonistico sarà il torneo week-end Primavera organizzato al Circolo Centurini dal 18 al 20 marzo.

CLASSIFICA FINALE

  1'   1-GROMOVS Sergejs          EE FM  5.5   20.0
  2'   2-MANFREDI Vincenzo        GE CM  4.5   22.0
  3'   3-CIRABISI Federico        GE -M  4.5   21.0
  4'   4-TAMBURINI Lorenzo        SP CM  4.5   19.0
  5'  15-BRUN Dario               GE 1N  4.5   17.0
  6'  16-PESCE Gabriele           SV 1N  4.5   16.0
  7'   5-ASTENGO Marcello         GE CM  4.0   19.0
  8'  14-SQUARCI Franco           GE CM  4.0   18.5
  9'  19-RICCI Massimo            SP 2N  4.0   18.0
 10'   8-ATTEO Domenico           SV 1N  4.0   16.0
 11'  10-BELLANI Alessandro       PC 1N  3.5   20.5
 12'  12-MANGILI Davide           GE 1N  3.5   19.5
 13'  17-CAPUTI Giuliano          GE 2N  3.5   18.5
 14'  29-GUIDO Giuseppe           GE 1N  3.5   18.0
 15'  18-BAGGIANI Fabio           GE 1N  3.5   17.0
 16'  43-SAFFIOTI Massimo         GE NC  3.5   16.5
 17'  42-SAFFIOTI Cristian        GE NC  3.5   15.5
 18'  11-DORMIO Luca              GE 1N  3.5   15.0
 19'  20-BARIO Emilio             GE 2N  3.0   17.5
 20'  21-MERLO Andrea             GE 2N  3.0   17.0
 21'  26-PUGLIESE Giuseppe        GE 1N  3.0   17.0            
 22'   7-DIENA Giovanni           GE CM  3.0   16.5
 23'  35-SCALA Roberto            GE 2N  3.0   16.0
 24'  13-MASTROLONARDO Fabio      GE 1N  3.0   15.0
 25'  27-SPINETTA Gianni          SP 2N  3.0   14.5
 26'  30-MERANI Valerio           GE 3N  3.0   14.0
 27'   9-PEDEMONTE Claudio        GE CM  3.0    7.5
 28'  22-GUGLIELMONE Luciano      GE 1N  3.0    6.5
 29'  23-BADANO Fabio             SV 2N  2.5   17.5
 30'  28-BAVOSI Mariano           GE 2N  2.5   17.0
 31'  38-DENILI Fabio             SP NC  2.5   16.5
 32'  44-TAMPOIA Chiara           GE NC  2.5   14.0
 33'  31-GNETTI Pietro            SP 3N  2.5    7.0
 34'  25-PESCE Leandro            SV 2N  2.0   15.5
 35'  32-CANDELI Angiolo          GE 2N  2.0   15.0
 36'  33-SORDINI Giuseppe         GE 2N  2.0   14.5
 37'  34-MEO Valerio              GE 3N  2.0   14.0
 38'  45-GALEAZZI Matteo          SP NC  2.0   13.5
 39'  36-SUCCI Adriano            GE 2N  2.0   12.0
 40'  24-BUONAMANO Fabio          SV 2N  2.0    5.5
 41'   6-SCUDERI David            TO CM  2.0    5.0
 42'  46-RIVARA Marta             GE NC  1.5   12.5
 43'  47-BRUGNOLO Paolo           GE 2N  1.5   12.5
 44'  48-PICASSO Filippo          GE NC  1.5   12.0
 45'  39-CANTORO Daniele          GE NC  1.0   14.0
 46'  40-GNETTI Paolo             SP NC  1.0   12.0
 47'  37-FORNARO Giacomo          GE NC  1.0    9.0
 48'  49-BERTONI Ernesto          GE NC  1.0    5.5
 49'  41-MORANDO Silvio           GE NC  0.0    0.0




IL VANTAGGIO DI SVILUPPO IN APERTURA
QUANDO DIVENTA DECISIVO

di Alberto Miatello

Nel giugno del 2000, al termine della nostra partita all'open di S. Giorgio su Legnano (finita patta dopo alterne vicende), vi fu una piccola disputa “teorica” tra me e l'allora giovanissimo CM Lorenz Drabke (che ora ha una ventina d'anni e viaggia verso il titolo di GM, ma che già in quel periodo era un osso assai duro per chiunque. Due mesi dopo batté il GM Miso Cebalo a Bratto, e ottenne anche la 1a norma da MI).

Drabke mostrava di preferire in apertura le posizioni in cui aveva un vantaggio materiale, per quanto piccolo, e anche a scapito dello sviluppo e dell'iniziativa. Nella nostra partita lui aveva accettato un pedoncino, ma mi aveva lasciato una certa iniziativa, che peraltro non avevo sfruttato al meglio.
Inutilmente gli facevo notare che i più forti giocatori d'attacco (Kasparov, Tal, Alechin, Morphy, ecc.) di ogni epoca avevano vinto dozzine di partite sacrificando materiale - dal Pedone al pezzo, se necessario - pur di mobilitare in fretta le proprie forze, e concentrare il fuoco sul Re avversario.
Drabke preferiva tenersi in saccoccia un bel pedoncino, anche a costo di subire poi per tutta la partita l'attacco avversario.

La miniatura che vado a presentare potrebbe figurare in qualsiasi manuale moderno (così come in passato si mostrava sempre nei manuali la celeberrima partita di Morphy contro il Duca e il Conte), quale brillante esposizione didattica del concetto di vantaggio di sviluppo in apertura, in un incontro ad alto livello dei nostri tempi.
In essa il “mago di Riga”, ovvero il mitico Tal (“sempre lui!” - direte. Ebbene sì. Ho una “leggerissima preferenza” - come direbbe Fantozzi/Villaggio con voce melodrammatica - per il gioco fantasioso dell'immortale GM lettone. Conoscete altri giocatori con uno stile altrettanto spettacolare?) riduce rapidamente alla paralisi il Nero (Lembitt Oll, altro lettone che sarebbe diventato GM di lì a poco), con un brillante sacrificio di pezzo che evidenzia il suo vantaggio di sviluppo.


M. TAL (2600) - L. OLL (2430) Riga 1986 (Caro-Kann B17)

1. e4, c6 2. d4, d5 3. Cc3, dxe4 4. Cxe4, Cd7 5. Ad3, Cgf6 6. Cg5, h6?! (tra tutte le mosse giocate di solito a questo punto [e6/Dc7/c5/g6], questa è certamente la meno felice, e Tal sfrutterà da par suo gli indebolimenti che provoca) 7. Ce6! (primo piccolo colpo di scena, per quanto non così difficile da vedere. La variante che segue è più o meno forzata, dato che il Cavallo è intoccabile per il matto in g6), Da5+ 8. Ad2, Db6 9. Cf3!! (ma questa poteva inventarla solo la fantasia inesauribile di Tal. Probabilmente il Nero si aspettava il cambio 9. Cxf8, Cxf8, con posizione del tutto giocabile. Il sacrificio di Cavallo di Tal evidenzia drammaticamente l'arretratezza di sviluppo del Nero), fxe6? (un'accettazione del sacrificio di cui il Nero si pentirà assai presto. Molto più forte 9...c5! 10. Cxc5, Cxc5 11. dxc5, Dxc5 12. 0-0, e6 con partita abbastanza equilibrata, e solo lievemente superiore per il Bianco) 10. Ag6+, Rd8 11. 0-0 (fermiamoci un momento a riflettere. Il Nero ha un pezzo in più, eppure è come se giocasse con 5 pezzi in meno! Il Cd7, l'Ac8, l'Af8, le due Torri si intralciano a vicenda e inoltre il Nero ha perso l'arrocco. Per contro, il Bianco ha già i pezzi sviluppati e ben piazzati, e l'arrocco eseguito), c5?! (probabilmente l'errore decisivo, benché non sia facile suggerire mosse alternative che riescano a liberare un po' la posizione nera. Secondo Tal era preferibile un piano d'attesa, pur senza grosse prospettive di salvezza, come 11...Dc7, con l'idea di b6 e Ab7, tenendo chiusa la posizione. Però dopo 11...Dc7 12. Ce5!, Cxe5 13. dxe5, Cd5 [13...Dxe5? 14. Aa5 matto!] 14. c4, Cb6 15. Aa5+, Ad7 16. c5, Dxe5 17. b4! Il Bianco riprende il pezzo con posizione vinta) 12. c4, cxd4 13. Cxd4!, e5 (nuovamente un Cavallo intoccabile: 13...Dxd4?? 14. Aa5+ guadagna la Donna. Non vanno neppure le mosse del Cd7. Se 13...Cc5, oppure 13...Ce5, seguirebbe infatti 14. Aa5!, Dxa5 15. Cxe6 matto!) 14. c5!, Cxc5 (praticamente unica. Se 14...Da6 15. Aa5+!, b6 [oppure 15...Cb6, o 15...Dxa5] 15.Ce6 matto!) 15. Aa5! (la partita è già finita. Il Nero deve cedere la Donna per evitare il matto immediato dopo 15...Dxa5 16. Ce6 matto), exd4 16. Dxd4+, Ccd7 (16...Rc7?, o 16...Ad7? 17. Dxc5!) 17. Axb6+, axb6 18. Tac1, e5 (per quanto il materiale sia all'incirca pari [tre pezzi leggeri quasi compensano una Donna], la partita non ha proprio più storia per la posizione esposta del Re e l'assenza di sviluppo del Nero) 19. Dc4, Ac5 20. Tfd1, Tf8 21. b4!, Ad4 22. Txd4! (brillante chiusura) exd4 23. Dc7+ e il Nero abbandona 1:0 (infatti seguirebbe il matto forzato dopo 23...Re7 24. Te1+, Ce4 25. Txe4+, Rf6 26. Dd6+, Rg5 27. h4 matto. Una brillante dimostrazione pratica della forza dirompente del vantaggio di sviluppo contro la sola superiorità di materiale in posizione inferiore.





PROFILO DI ELENA SEDINA

«Venga pure, ma sono molto disordinata», mi avverte al telefono. Disordinata? Di una campionessa di scacchi non l'avrei mai immaginato. Eppure tempo da dedicare a se stessa e alla casa Elena Sedina ne ha ben poco.
Trentasei anni, uno sguardo dolce e determinato al tempo stesso, capelli biondi e occhi azzurri che potrebbero distrarre qualsiasi avversario, Elena ha per il momento un unico obiettivo: vincere.
Ucraina di origine, cittadina italiana dal 2001, da due anni abita a Como e ha rappresentato l'Italia alle ultime Olimpiadi. I suoi titoli sono sorprendenti: Grande Maestro Internazionale Femminile, trentottesima al mondo nella categoria femminile, sesta nella classifica generale italiana. È appena tornata da Melbourne dove non solo ha vinto imbattuta l'Australian Open 2005, uno dei tornei più importanti, ma ha anche stabilito un record: la prima vittoria di una donna. La chiamano la regina degli scacchi. Per capire quanto è brava le ho chiesto di paragonarsi a un calciatore. «Una specie di Shevchenko», ha risposto ridendo.

Cosa rappresenta per lei il gioco degli scacchi?
Soprattutto un modo per esprimere me stessa, come un artista si esprime attraverso la pittura o la scultura. È la cosa che so fare meglio.

Quando ha iniziato a giocare?
Ho cominciato prestissimo. Mi ha insegnato mio padre, che era giocatore e oggi fa l'arbitro. A sette anni mi sono iscritta a una scuola di scacchi a Kiev. Ci andavo tutti i giorni dopo la scuola.

Suo padre la sfida ancora?
Non più. Non gioco con nessuno della mia famiglia e non mi capita mai di giocare per piacere. La prima partita in famiglia comunque non l'ho vinta io, ma mia sorella minore. Poi però ha smesso.

Lei invece è andata avanti.
Sì, mi piaceva talmente tanto. All'età di undici anni ho vinto il campionato di Kiev per donne adulte. Tra i tredici e i diciassette anni mi sono allenata duramente, almeno quattro ore al giorno.

Quando ha deciso che sarebbe diventata una professionista?
Non è stata una vera e propria scelta. Ho cominciato molto presto a vincere e a diventare sempre più brava. Non sono più riuscita a staccarmi dagli scacchi. Gli altri hanno contribuito perché mi facevano sentire una promessa, una speranza.

Mai un ripensamento?
Certo ho avuto momenti difficili, ma li ho superati. Il periodo dell'università è stato duro, dopo la laurea in economia ho continuato con un dottorato di ricerca sugli scacchi.

Un dottorato di ricerca?
Sì, gli scacchi erano disciplina universitaria. Fanno parte della tradizione ucraina e avevano un'importanza ancora maggiore quando c'era l'Unione Sovietica. Giocavano tutti, adulti e bambini, anche se le donne sono sempre state in netta minoranza. A Kiev ancora oggi è facile vedere la gente che gioca a scacchi nei parchi quando c'è bel tempo, nelle case o nei locali di sera.

In Italia non è proprio la stessa cosa...
La situazione italiana è molto difficile, qui gli scacchi non sono ancora uno sport. Mi sono trasferita in Italia, prima a Torino per il mio ex marito, poi a Como dove vivo da due anni con il mio attuale compagno. Mi alleno a casa da sola, con il computer. La città mi piace, faccio passeggiate lungolago con il mio cane, un trovatello di nome Misha, ma mi sento un po' stretta. Mi mancano gli enormi spazi di Kiev. In realtà potrei abitare ovunque, tanto sono sempre via.

Cosa la affascina maggiormente degli scacchi?
Sicuramente l'aspetto agonistico. Mi piace vincere. È uno sport che richiede carattere. Bisogna governare i propri pezzi, costruire la vittoria, affrontare l'avversario ed essere più abile, più intelligente di lui. È un misto di logica e intuizione. La possibilità di girare il mondo e conoscere persone nuove, che mi ha attirato da giovane, inizia a pesarmi. Su un anno sono via sei mesi, impossibile conciliare questa professione con una famiglia. In Australia, per esempio, sono rimasta un mese e a marzo riparto per Atene.

Quali doti deve avere un bravo scacchista?
Capacità di analisi e di astrazione prima di tutto. Gli scacchisti di solito sono molto bravi in matematica. Anche una buona memoria può aiutare. E poi naturalmente fantasia e creatività. Durante ogni partita si scopre qualcosa di inaspettato.

Non ha paura di perdere il contatto con la vita reale?
Nel quotidiano sono una persona normale, quando gioco cambio. Sarebbe difficile per esempio parlare con me durante un torneo! Ciascuna partita può durare fino a sei, sette ore, un torneo circa dieci giorni, e devo mantenere una concentrazione massima. Tutto il resto si annulla. La competizione è stressante, ma mi spinge a dare il meglio. Quando perdo mi arrabbio con me stessa.

Qual è la soddisfazione più grande?
Una bella mossa, una partita ben giocata. L'aspetto estetico è importante. Per me gli scacchi non sono soltanto uno sport, ma anche una scienza e soprattutto un'arte.

Cosa fa dopo una partita vinta?
Niente. Devo restare fredda perché il torneo continua. Piuttosto dovrei riposare, ma spesso faccio fatica a dormire.

E le emozioni?
Durante le partite provo emozioni molto forti ma devo mascherarle per non farle vedere all'avversario. Io non sempre riesco a controllarmi. Se ci riuscissi sarei più forte. Quando avevo dieci anni il mio allenatore era molto duro e ci proibiva di piangere dopo una partita persa. Ricordo la fatica che ho fatto un giorno per trattenere le lacrime. Appena uscita da scuola ho pianto.

A cosa ha rinunciato per gli scacchi?
Ripensandoci adesso, ho sacrificato molto. Ma non mi è mai pesato. Anche se non ho alcuna sicurezza, consapevole che dopo i cinquant'anni i risultati calano, so che nella mia vita gli scacchi ci saranno sempre. Non avrei fatto altro.

Proprio nient'altro?
Forse la scienziata.

Silvia Bernasconi
da “La Provincia” - domenica 6 febbraio 2005


SCACCOMATTO:
P.za Giustiniani 7/2 - Tel.: 0102477648 - 3475550662
Marco Faggiani, Enrico Gardini
Email: marcofaggiani@libero.it
http://www.centurini.it